I boschi della Magnifica Comunità di Fiemme all'Exposition Universelle de Paris, 1900
L’Esposizione Universale del 1900 ebbe luogo a Parigi dal 14 aprile al 10 novembre, segnando per la quinta volta la scelta della capitale francese come sede dell’evento. In vista dell’esposizione, la città fu profondamente trasformata grazie alla realizzazione di nuove arterie stradali, ponti e imponenti opere architettoniche, tra cui la Gare d’Orsay e la prima linea della metropolitana. La manifestazione fu anche un’importante vetrina per straordinarie innovazioni tecnologiche, come il motore Diesel e il cinematografo dei fratelli Lumière, che richiamarono più di 50 milioni di visitatori. Questo enorme afflusso di pubblico contribuì a dare grande diffusione anche a due importanti album conservati presso l'Archivio della Magnifica Comunità di Fiemme.
I due album, insieme a molti altri manufatti, erano destinati a presentare sulla scena internazionale l’efficiente e moderno sistema di amministrazione e sfruttamento dell’enorme patrimonio forestale della Val di Fiemme, considerato un esempio d’eccellenza e motivo di orgoglio per l’intera regione tirolese. A tal fine, con decreto imperiale del 19 agosto 1897, fu istituito uno speciale Comité für Forstwirthschaft und Holzhandel (Comitato speciale per la silvicoltura e il commercio del legno), posto sotto l’autorità del Ministero del Commercio di Vienna. Questo organismo affidò al direttore del demanio tirolese, Michael Ottokar Popper, il compito di avviare contatti con i rappresentanti della Comunità Generale per definire in modo puntuale la partecipazione dello storico ente fiemmese alla Weltausstellung Paris 1900 (Esposizione Universale di Parigi del 1900).
Il delegato del Comitato speciale, presieduto da Friedrich Horny e affiancato dal vicepresidente, il barone Bertold Popper de Podragy, scrisse il 5 ottobre 1898 all’economo forestale della Comunità, Giovanni Franzelin, annunciandogli una prossima visita a Cavalese. Pochi giorni dopo, con il rapporto n. 548 del 15 ottobre, Franzelin informò il Consesso della Comunità dell’intenzione di presentare a Parigi una selezione di oggetti dal forte valore simbolico e spiccatamente didattico, pensati per illustrare in modo efficace la Val di Fiemme e la sua consolidata tradizione nella gestione dei boschi.
Dall’analisi dei registri contabili relativi a entrate e uscite, oggi conservati nell’Archivio della Comunità, è possibile ricostruire in modo indiretto l’insieme dei materiali che l’economo forestale propose al Consesso per la partecipazione all’Esposizione Universale. Accanto agli album fotografici già menzionati, la selezione comprendeva un plastico tridimensionale della valle, un modello funzionante di segheria alla veneziana, una riproduzione montana dotata di canalizzazioni in pietra per il trasporto dei tronchi, due strutture piramidali composte ciascuna da dieci sezioni di abete rosso, duecento tavole armoniche e, infine, lo stemma della Comunità Generale, realizzato con particolare perizia artigianale, dipinto e dorato secondo i colori araldici fedelmente ripresi dall’originale conservato nell’antico palazzo vescovile.
Con l’eccezione della carta in rilievo e del modello di segheria, tutti gli altri manufatti vennero prodotti e imballati con grande attenzione tra la primavera del 1899 e l’aprile del 1900 dal falegname Giulio Bosin di Predazzo, che per l’intero lavoro ricevette un compenso di 449,80 corone.
Già l’8 novembre 1898, i delegati della Comunità, riuniti in Consesso presso la cancelleria dell’ente e presieduti da Nicolò Nones di Castello, avevano deliberato positivamente circa la partecipazione all’Esposizione parigina del 1900. La decisione fu tuttavia accompagnata da una raccomandazione prudenziale: pur autorizzando il presidente a coprire le spese necessarie attingendo al fondo della Comunità Generale, l’assemblea invitò Giovanni Franzelin a ridimensionare l’elenco dei materiali proposti, rinunciando ad alcuni degli oggetti inizialmente previsti.
La rinuncia a parte della commissione provocò un breve contenzioso con il falegname Giulio Bosin, che chiese il pagamento dei lavori già eseguiti. La Comunità accettò e saldò l’intera somma; probabilmente solo il modello della montagna non fu inviato a Parigi.
È certo che per l’Esposizione Universale di Parigi del 1900 venne realizzato e inviato nella capitale francese un altro modello di grande rilievo: la carta tridimensionale della Val di Fiemme, comprensiva dei territori appartenenti alla Comunità Generale. L’opera fu affidata al professor Maximilian Klar di Wiener Neustadt, che nell’estate del 1899 realizzò un plastico in scala 1:25.000, accuratamente dipinto, protetto da una speciale cera trasparente e racchiuso in una cornice. Il livello di dettaglio era tale da rendere leggibili le variazioni altimetriche fino a dieci metri.
Per questo lavoro la Comunità corrispose a Klar la somma concordata di 1.000 fiorini, liquidata in più pagamenti a partire dal novembre 1899. A tale cifra si aggiunsero i rimborsi per i viaggi effettuati in Val di Fiemme in occasione dei rilievi sul territorio e il compenso di 13 fiorini riconosciuto al maestro Giovanni Vanzetta di Cavalese, che accompagnò il professore nelle sue ricognizioni tra boschi e montagne.
Al fine di preservare l’integrità del plastico, fu inoltre commissionata alla ditta viennese F. Oster una vetrina appositamente progettata, del costo di 268,54 corone. La spesa, inizialmente anticipata dallo Special Comité, venne successivamente rimborsata dalla Comunità Generale, che – come annotò l’economo forestale Giovanni Franzelin – riconobbe il prezzo elevato ma giustificato dall’eccezionale qualità dell’allestimento, considerato tra i migliori dell’intera esposizione.
Terminata la manifestazione parigina, nel novembre del 1900, Maximilian Klar propose alla Comunità di favorire la vendita di copie del plastico, non ancora dipinte né decorate, da lui definite esemplari museali di altissimo livello. Le riproduzioni furono offerte al prezzo di 200 fiorini ai comuni di Tesero e Moena, che tuttavia decisero di non procedere all’acquisto a causa dell’elevato costo.
I due grandi album fotografici, oggi conservati presso l’Archivio storico della Magnifica Comunità di Fiemme e catalogati con le segnature AMCF Fotografie Sc. 463.1 e Sc. 464.1, rappresentarono senza dubbio il fulcro dello spazio espositivo dedicato all’economia forestale austriaca all’Esposizione Universale di Parigi del 1900. Da questa raccolta furono tratte almeno trenta immagini poi confluite nell’album del Touring Club Italiano dedicato a Fortunato Depero, come evidenziato da Nicoletta Boschiero. Le fonti archivistiche consentono inoltre di attribuire con certezza l’intera campagna fotografica allo studio di Francesco March di Cavalese, attivo in Val di Fiemme tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, che realizzò i sessanta scatti contenuti nei due volumi.
I documenti contabili riportano infatti una fattura intestata a Francesco March, fotografo in Cavalese, relativa alla produzione di 61 negativi con relative copie, ai viaggi e alle spese sostenute per uomini e cavalli in occasione delle riprese, per un importo complessivo di 349 fiorini, saldato il 31 ottobre 1899 dall’economo forestale Giovanni Franzelin per conto della Comunità Generale. A tale somma si aggiunsero, nel febbraio 1900, ulteriori 40 fiorini per nuove vedute realizzate a Paneveggio e in Val Cadino.
Il materiale fotografico fu quindi inviato a Vienna, dove diverse ditte specializzate curarono la realizzazione dei preziosi album: la fornitura dei volumi in cuoio, la rilegatura in cofanetto ligneo, l’inserimento delle immagini, la produzione di diapositive, la stampa di poster e di un opuscolo trilingue di accompagnamento, redatto dallo stesso Franzelin. L’insieme dei lavori eseguiti nella capitale austriaca ammontò a 1.350,42 corone, sostenute dallo Special Comité, che si fece carico anche delle spese di allestimento e spedizione a Parigi.
I due volumi misurano 50 cm di base, 42 cm di altezza e 12 cm di spessore. I piatti posteriori e il dorso sono in legno, mentre cerniere e capitelli inferiori sono protetti da robuste placche in cuoio; dello stesso materiale, di colore marrone, sono i piatti anteriori, con angoli appuntiti e borchie laterali che fanno supporre la presenza originaria di un fermaglio. Le copertine, sobrie ed eleganti, presentano il titolo dorato in lingua francese e tedesca. Ciascun album è dotato di carte di guardia e contiene trenta fotografie montate al centro di spesse pagine, progettate per una consultazione frequente, corredate da didascalie bilingui in francese e tedesco.
Dossi T. (a cura di), Magnifica Agenda 2019 – I boschi della Comunità di Fiemme all’ “Exposition Universelle de Paris 1900”, Tesero, 2019.