Rimozione dei fasci littori dalla facciata del Palazzo

AMCF, Il Palazzo nel 1937 con i ponteggi per il restauro della facciata e la ricostruzione del timpano.
AMCF, Il Palazzo nel 1937 con i ponteggi per il restauro della facciata e la ricostruzione del timpano.

Il Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme è un monumento che, durante i suoi otto secoli di storia, risulta in costante evoluzione architettonica-funzionale. Il Novecento è sicuramente un periodo cruciale per l’edificio cavalesano che, dopo gli interventi eseguiti tra il 1909 e il 1914, sarà sottoposto ad una grandiosa campagna di restauro negli anni Trenta.

I lavori, promossi dal Sovrintendente Giuseppe Gerola, vedranno soprattutto la sistemazione della facciata principale e la ricostruzione del caratteristico timpano (demolito nel 1820). Ad occuparsi del restauro pittorico (1937-38), degli affreschi cinquecenteschi, fu Arturo Raffaldini, mentre il frontone, progettato dall’architetto Antonio Rusconi (1938), fu abilmente decorato dall’artista Vittorio Melchiori (1938).

In occasione dei due interventi Raffaldini e Melchiorri aggiunsero in facciata, come era in uso durante il Ventennio, i simboli del regime: ovvero tre fasci littori. Uno, il più grande e visibile, posto all’interno di uno scudo alla sinistra di San Vigilio in trono, era posizionato proprio sul timpano, mentre altri due affiancavano lo stemma della Comunità Generale e la scritta in ricordo dell’avvenuto restauro, all’altezza del primo ordine di finestre.

Nell’archivio storico della Magnifica Comunità di Fiemme, oltre ai documenti che testimoniano le fasi del restauro, sono presenti anche i carteggi che dimostrano come nel 1943 i simboli del regime furono rimossi. In preparazione di tale operazione, al costo di 630 lire, venne così allestito un ponteggio per rifare lo stemma e, in data 12 agosto, l’ente approvò il pagamento di 510 lire da versare ai pittori-decoratori Luigi Battisti & C. di Trento per la cancellatura dei fasci littori.


Nella fattura inviata dagli artigiani trentini si legge che il fascio littorio presente sul timpano fu coperto dal dipinto di un’aquila, simbolo del Principato Vescovile, e la data visibile presso il santo patrono venne ritoccata. Un’altra cancellatura interessò i due fasci collocati in basso sulla targa che ricorda i restauri, fatta realizzare da Gerola in occasione della fine dei lavori di restauro del Palazzo.

Questi piccoli ma simbolici interventi di rimozione risultano estremamente importanti da un punto di vista storico: essi raccontano della repentina trasformazione politica italiana, avvenuta a fine luglio 1943 con la deposizione di Benito Mussolini e la soppressione del Partito Nazionale Fascista e l’ennesimo cambio funzionale-decorativo dell’ex palazzo vescovile di Cavalese.

AMCF, Allegati ai consuntivi, Sc.417, 150. Fattura di 510 lire emessa dai pittori-decoratori Luigi Battisti & C., per l’esecuzione del lavoro, emessa in data 10 agosto 1943.
AMCF, Allegati ai consuntivi, Sc.417, 150. Fattura di 510 lire emessa dai pittori-decoratori Luigi Battisti & C., per l’esecuzione del lavoro, emessa in data 10 agosto 1943.
AMCF, Allegati ai consuntivi, Sc. 417, 150. Quietanza di pagamento emessa da Luigi Battisti in data 7 settembre 1943 per il lavoro eseguito sulla facciata del Palazzo della Magnifica Comunità.
AMCF, Allegati ai consuntivi, Sc. 417, 150. Quietanza di pagamento emessa da Luigi Battisti in data 7 settembre 1943 per il lavoro eseguito sulla facciata del Palazzo della Magnifica Comunità.

Dagostin F., Dossi T. (a cura di), Domus Magna. Il palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme dal Medioevo ad oggi.