Ambiente e comunità. Ricerche storiche in corso sulla Valle di Fiemme

Introduzione

Tommaso Dossi

La presente pubblicazione è il frutto della raccolta dei contributi esposti il 29 novembre 2024, presso il Salone Clesiano del Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme, a Cavalese, nell’ambito della conferenza pubblica denominata Ambiente e Comunità. Ricerche storiche in corso sulla Valle di Fiemme. L’incontro ha dimostrato, ancora una volta, quanto la speciale realtà, storica e contemporanea, dell’ente fiemmese sia al centro dell’interesse di ricercatrici e ricercatori di ambito nazionale e del mondo accademico. Nella fattispecie è l’archivio storico ad essere oggetto dell’attenzione degli studi multidisciplinari che alcune studiose e studiosi, tra giuristi, economisti, filosofi, storici e geografi, hanno compiuto a partire dal 2022. Obiettivo che accomuna le ricerche fatte e quelle ancora in corso, oltre alla ricostruzione delle vicende storiche della Magnifica Comunità di Fiemme, è soprattutto la capacità di cogliere gli aspetti che la rendono un modello capace di persistere sul lunghissimo periodo, attraverso una forma peculiare di gestione del patrimonio ambientale in grado di mantenere la sua validità nel presente e al contempo proiettarsi verso il futuro.

I professori Andrea Bonoldi e Christian Zendri, appartenenti rispettivamente al Dipartimento di Economia e Management e alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Trento e moderatori della conferenza del 2024, hanno così colto l’invito dello Scario della Magnifica Comunità Mauro Gilmozzi a raccontare sul territorio di Fiemme e nella fattispecie presso l’identitario ex palazzo vescovile di Cavalese, gli esiti momentanei delle ricerche in corso. Tale proposta punta, infatti, ad un largo coinvolgimento dei vicini e dei residenti, ai quali è indirizzato in maniera divulgativa, seppure supportata da una metodologia scientifica ed accademica, questo volume: prima pubblicazione di quella che si auspica possa diventare una collana dedicata alle ricerche svolte sui documenti d’archivio dell’ente. Obiettivo della Magnifica Comunità, in stretta sinergia con l’Università degli Studi di Trento e la Fondazione Bruno Kessler FBK-Isig, è dunque quello di restituire alla popolazione locale una conoscenza culturale-multidisciplinare, che, attraverso una corretta lettura delle fonti, contestualizzate e inserite in un panorama che travalica i confini valligiani, possa far scoprire aspetti nuovi e peculiari di una realtà come quella della Val di Fiemme e della sua Magnifica Comunità.

Tommaso Dossi, responsabile dell’Archivio Storico della Magnifica Comunità di Fiemme e curatore del presente volume, è l’autore del primo contributo, intitolato L’Archivio storico della Magnifica Comunità di Fiemme. Vicende, ordinamento e inventariazione della documentazione di un ente a vocazione agro-silvo-pastorale.

Il saggio analizza la storia del deposito documentario e di come le sue carte, ordinate e repertoriate a partire dal XVII secolo, siano oggi uno strumento chiave per capire e studiare il passato e il presente dell’ente fiemmese.

Il secondo articolo, denominato Making the Woods: Un progetto sulla gestione comunitaria dei boschi fiemmesi alla fine dell’Ottocento è opera di Lucia Tedesco, dell’Università di Torino e dottoranda della prof.ssa Katia Occhi per FBK-Isig, nell’ambito del progetto Making the Woods: a Social History of Forests in Fiemme Valley (1866-1914). Il contributo ricostruire le dinamiche socioeconomiche relative all’amministrazione forestale di quest’area nel periodo compreso tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, dedicando particolare attenzione alla rinnovazione artificiale dei boschi, alle politiche adottate dal governo austriaco per mantenere l’indispensabile equilibrio fra produzione e consumo del materiale legnoso, agli attori coinvolti nelle diverse fasi di queste attività e agli effetti sulla società e il territorio.

Il terzo intervento, scritto da Nicola Gabellieri, professore associato del Dipartimento di Antichità, Filosofia e Storia dell’Università di Genova, e Federico Gestri, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento, è intitolato Un archivio di valle per la geografia e l’ecologia storiche: il caso della Magnifica Comunità di Fiemme. La relazione intende presentare le ricerche multidisciplinari in corso riguardanti il territorio della Val di Fiemme e inserite nel progetto di interesse nazionale PRIN 2022 Bridging geography and history of woodlands: analysing mountain wooded landscapes through multiple sources and historical GIS. Obiettivo è quello di ricostruire la biografia dei paesaggi agro-silvo-pastorali della valle e le dinamiche storico-ambientali promosse dalle attività produttive, dalle conoscenze locali, dai sistemi di accesso e proprietà delle risorse, utilizzando in particolare fonti cartografiche storiche, poste in dialogo con documentazioni testuali e iconografiche.

Quarto e ultimo testo è quello di Enrica Caforio, docente di lettere presso l’Istituto comprensivo Giovanni Segantini di Cavalese e archivista-collaboratrice dell’Archivio Storico della Magnifica Comunità di Fiemme. Il saggio Come si può rendere vivo un archivio? Digitalizzazione, storytelling e valorizzazione del patrimonio documentario della Magnifica Comunità di Fiemme, non è stato presentato in occasione della conferenza del 29 novembre 2024, ma è qui aggiunto, alla presente pubblicazione, per illustrare un ulteriore processo di analisi e di diffusione culturale, incentrata sui propri fondi cartacei, che l’Archivio Storico della Magnifica Comunità di Fiemme sta conducendo dal giugno 2025.

Alla domanda «cosa accade quando un archivio esce dalla sala di consultazione e approda sul web?» l’autrice risponde che le carte non cambiano, ma cambia il modo in cui possono essere incontrate: registri, relazioni, progetti e corrispondenze – nati per esigenze amministrative o istituzionali – si trovano improvvisamente esposti a uno sguardo potenzialmente illimitato.

La presenza online, la progressiva digitalizzazione dei materiali e la possibilità di creare collegamenti con altri sistemi informativi non rappresentano soltanto un aggiornamento tecnologico, ma una scelta precisa di valorizzazione. L’obiettivo è rendere il patrimonio archivistico più visibile, più fruibile e più vicino alla comunità, affinché la memoria storica del territorio possa essere conosciuta e condivisa da un numero sempre maggiore di persone. 

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