Umberto di Savoia, Principe di Piemonte, in visita alla la Magnifica Comunità di Fiemme
Il 28 agosto 1926 rappresentò per la val di Fiemme una giornata di particolare rilievo. In occasione dell’inaugurazione del nuovo acquedotto di Cavalese, in località Coronelle, giunse infatti in valle S.A.R. Umberto di Savoia, Principe di Piemonte, destinato alcuni anni più tardi a diventare Umberto II, ultimo Re d’Italia.
In vista della visita del Principe, la Comunità Generale di Fiemme si attivò per predisporre gli ambienti del palazzo e organizzare il ricevimento ufficiale. Nel corso della seduta del consesso del 3 agosto 1926, presieduta dal dott. Bruno Mendini, che all’epoca rivestiva anche la carica di Podestà di Cavalese, furono sottoposte all’approvazione dei presenti le spese per l’addobbo del salone e del palazzo, oltre a quelle necessarie per l’organizzazione del banchetto. La preparazione degli ambienti richiese anche alcuni interventi di manutenzione. Poiché i pavimenti degli Uffici di Segreteria e della Presidenza necessitavano di cure, si decise di sistemarli e affittare il mobilio necessario all'accoglienza. Tutte le proposte furono approvate all’unanimità, confermando l’impegno della Comunità nel predisporre adeguatamente la propria sede in vista dell’importante occasione.
L’arrivo del Principe e la cerimonia inaugurale furono accompagnati da una serie di appuntamenti ufficiali e momenti di rappresentanza, la cui organizzazione coinvolse le istituzioni e le personalità più rilevanti del territorio.
Le carte conservate presso l’Archivio della Magnifica Comunità di Fiemme permettono oggi di ricostruire diversi aspetti di questi preparativi, restituendo una testimonianza concreta delle modalità con cui venne organizzata l’accoglienza e delle relazioni istituzionali che essa mise in evidenza.
Tra gli appuntamenti previsti per il 28 agosto figurava una colazione fissata alle ore 13 presso il Salone Clesiano del Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme. Definita nella documentazione come una colazione «intima», prevedeva la partecipazione di 23 invitati e si distingueva per il carattere più raccolto rispetto alle celebrazioni pubbliche della giornata. L’elenco degli ospiti offre uno spaccato delle autorità civili, religiose e militari coinvolte nell’accoglienza del Principe, delineando la rete istituzionale che faceva capo alla valle.
A rappresentare la Comunità Generale di Fiemme erano il presidente Bruno Mendini, il vicepresidente Francesco Pezzè e il segretario Luigi Clauser, affiancati dall’ingegner Emilio Minghetti, economo forestale dell’Ente. L’invito fu esteso anche ai podestà di Predazzo, Ziano, Tesero e Castello-Molina, a testimonianza del coinvolgimento delle amministrazioni locali nell’organizzazione della giornata. Accanto ai rappresentanti civili figuravano le autorità religiose e militari. La componente ecclesiastica era rappresentata da don Gedeone Pegolotti, arciprete-decano di Cavalese, e dal reverendo Vittorino Toller, guardiano del convento francescano del paese. Tra le personalità invitate comparivano inoltre il senatore Ettore Tolomei e Carmine Montuori, comandante della Scuola Alpina della Guardia di Finanza di Predazzo.
Le carte relative all’organizzazione della colazione consentono di approfondire ulteriormente le fasi preparatorie dell’evento. Oltre agli aspetti logistici, la documentazione conserva alcune delle risposte degli invitati, permettendo di seguire le diverse reazioni all’invito e gli sviluppi dell’organizzazione. Accanto alle comunicazioni di conferma della partecipazione si trovano lettere con cui alcuni destinatari declinarono l’invito, nonché messaggi di ringraziamento per essere stati coinvolti nell’occasione. Tra le rinunce documentate figura quella del senatore Ettore Tolomei, che comunicò la propria indisposizione, spiegando di non poter pertanto prendere parte alla colazione.
Accanto alla gestione degli inviti e degli appuntamenti ufficiali, la documentazione conservata presso l’Archivio della Magnifica Comunità di Fiemme testimonia gli aspetti più concreti e materiali dell’organizzazione. Le carte contabili, le ricevute e gli elenchi delle forniture permettono infatti di seguire le spese sostenute per predisporre gli ambienti, organizzare il servizio di ristorazione e curare i diversi dettagli dell’accoglienza.
Tra le voci di spesa figura il servizio affidato al signor Ercole Prati, incaricato di occuparsi del buffet. Per il servizio e le forniture relative all’occasione, la Comunità corrispose a Prati la somma di 12.000 lire, come attesta un assegno conservato in archivio.
Una parte consistente delle spese riguardò inoltre l’arredamento delle stanze destinate a ospitare il Principe durante la sua permanenza a Cavalese. Le carte relative alle spese diverse e straordinarie sostenute nel 1926 comprendono infatti ricevute per l’affitto e il trasporto dei mobili necessari ad allestire gli ambienti. La documentazione consente così di entrare nel dettaglio delle scelte compiute per rendere adeguati gli spazi del palazzo in vista del soggiorno dell’illustre ospite.
In particolare, a Giovanni Cappelletti, antiquario di Trento, furono corrisposte 5.605 lire per l’affitto degli arredi, dei quali si conserva uno specifico elenco. Tra i mobili figuravano sei sedie, due poltrone, un tavolo, un sofà e cinque cassapanche, oltre ad altri elementi destinati a completare l’arredamento delle stanze: un comò bombé, un letto accompagnato da un comò in stile coordinato, una scrivania e una specchiera dorata. L’elenco, che comprende anche ulteriori oggetti, restituisce un’immagine concreta degli ambienti predisposti per il soggiorno del Principe e testimonia la cura riservata alla loro sistemazione.
Per il trasporto degli arredi furono sostenute spese a favore di Rosà e Gozzi Autotrasporti, per un importo complessivo di 1.227 lire. A queste si aggiunsero 14,95 lire corrisposte a Giorgio Pasqualini per la fornitura di oggetti vari.
Particolare attenzione fu riservata anche alla pulizia degli ambienti in vista dell’arrivo dell’ospite. A questo proposito, l’archivio conserva un rendiconto delle ore di lavoro svolte tra il 17 e il 31 agosto 1926, nel quale sono riportati i nomi delle addette – Emma Divan, Maria Rizzoli, Giuseppina Boschetto, Maria Delugan e Oliva Antoniazzi – e i rispettivi compensi, per un totale di 239,40 lire. Si tratta di una testimonianza significativa, poiché permette di individuare anche il contributo delle lavoratrici impegnate nella preparazione degli spazi destinati ad accogliere il Principe, facendo emergere un aspetto dell’organizzazione che rischierebbe altrimenti di rimanere sullo sfondo.
Tra le altre spese documentate figurano le 180 lire corrisposte a Mario Bragagna per le fotografie e le 50 lire riconosciute al signor Tisin, indicato nella documentazione come chauffeur del Corpo dei pompieri di Trento, a titolo di gratificazione in occasione della visita.
Non mancarono le commissioni legate alla cura dell’apparato grafico e decorativo. A Enrico Clauser furono corrisposte 590,50 lire per la realizzazione di quaranta «liste di cibi», impreziosite da stemmi e iscrizioni eseguiti a colori e in oro, nonché per la preparazione della copertina di un opuscolo in pergamena. Quest’ultima presentava gli stemmi della Magnifica Comunità e di Cavalese, accompagnati da un’iscrizione decorata con miniature e colori.
Questi manufatti testimoniano l’attenzione riservata anche agli aspetti formali e simbolici dell’accoglienza. La rappresentanza istituzionale non si esprimeva soltanto attraverso gli appuntamenti ufficiali e la presenza delle autorità, ma anche mediante la cura degli ambienti, la scelta degli arredi e la realizzazione di materiali appositamente decorati. Ogni elemento contribuiva a definire l’immagine che la Magnifica Comunità intendeva offrire in occasione della visita.
Nel loro insieme, ricevute, rendiconti, elenchi e corrispondenza restituiscono un quadro articolato dei preparativi per la visita del Principe di Piemonte. Accanto alle spese per il banchetto e per gli arredi emergono il lavoro necessario a rendere accoglienti gli ambienti, il contributo delle persone coinvolte nell’organizzazione.
La contabilità minuta, apparentemente legata a esigenze puramente amministrative, si rivela così una fonte preziosa per comprendere la dimensione concreta dell’evento. Le carte permettono di passare dalle decisioni assunte dal consesso alle singole operazioni necessarie per tradurle in pratica, restituendo visibilità a persone, fornitori e attività che contribuirono alla riuscita dell’accoglienza.
Attraverso questi documenti, l’Archivio della Magnifica Comunità di Fiemme conserva dunque non soltanto la memoria di una visita istituzionale, ma anche le tracce delle relazioni, delle scelte organizzative e del lavoro che accompagnarono una giornata significativa per Cavalese e per l’intera valle.